Dal Libro Rosso di Jung: Voltai le spalle alla morte per andare in cerca del luogo della vita interiore” (Jung)

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“Ti sei sentito risucchiato dalla morte collettiva, dalla morte nel luogo piú profondo della terra, dalla morte nel tuo profondo che respira e fluisce in modo bizzarro. (…)
Quella notte ho conosciuto la morte, il perire che si stende sull’universo intero. Ho visto come viviamo procedendo verso la morte, come l’ondeggiante grano dorato si abbassa sotto la falce del mietitore, come un’onda che si appiattisce sulla spiaggia.
Colui che si trova nel flusso della vita universale diventa, con terrore, consapevole della morte. Supera la morte attraverso il superamento della vita universale. (…)
Cosi l’anima è entrata nella morte. Io mi inoltrai nella morte interiore e vidi che morire esternamente è meglio che morire dentro. E decisi di morire all’esterno e di vivere dentro. Perciò voltai le spalle (alla morte) per andare in cerca del luogo della vita interiore.”

(C.G.Jung -Libro Rosso, p.267)

 

 

Jung Libro Rosso1

 

Jung lavorò al “Libro rosso”- incomparabile verbale dei sogni e delle visioni che popolarono il suo “viaggio di esplorazione verso l’altro polo del mondo” dal 1913 al 1930, e ancora in tardissima età lo definì una sorta di presagio numinoso, l’opera di fondazione in cui aveva deposto il nucleo vitale e di pensiero della sua futura attività scientifica. Il “Libro rosso” è, in effetti, il libro segreto di Jung. Segreto soprattutto in quanto riproduzione simbolica di un universo altro, popolato di immagini interiori che provengono da un aldilà mitico, in cui si caricano di una potenza numinosa che le rende a un tempo guaritrici e pericolose: operatori magici di forze psichiche autonome che solo attraverso un corpo a corpo con l’inconscio è possibile neutralizzare e incanalare in un percorso terapeutico. Quella che Jung chiamerà più tardi “immaginazione attiva”, è appunto lo strumento inedito di cui egli si servì per suscitare i contenuti archetipici della psiche. Con il suo tesoro di esperienze iniziatiche e meditazioni sapienziali il “Libro rosso” si situa dunque al centro di una straordinaria sperimentazione che ne fa un unicum nel panorama novecentesco. La sua pubblicazione, a distanza di quasi cinquant’anni dalla morte di Jung, ha segnato un punto di svolta negli studi sulla psicologia analitica. La presente edizione riproduce integralmente il testo, senza le tavole dipinte con cui Jung illustrò la sua “discesa agli inferi”.

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