INEDITO! Conversazioni con Marie Louise von Franz su Sincronicità e Numeri [Diretta mensile CLUB]

Club psicologico - Diretta 23 Agosto 2026 - Sincronicità nuovo libro von Franz (inedito ita)

🖋 “Io sono semplicemente convinto che qualche parte del Sé o dell’anima dell’uomo non sia soggetta alle leggi dello spazio e del tempo.”

C.G. Jung

🛑 UN INEDITO ASSOLUTO di Marie Louise von Franz:
il nuovo libro che raccoglie le ultime conversazioni di von Franz su temi di ricerca avanzata: sincronicità, cervello, coscienza e inconscio, numeri e tempo.

📣 IN ESCLUSIVA per il Club psicologico del Jung Italia, con le traduzioni inedite in italiano curate dal dott. Casale Emanuele [video della diretta disponibile in fondo per i soci del club]

◾️DI COSA PARLA IL LIBRO:

Sincronicità, cervello, coscienza e inconscio, numeri e tempo, psiche e materia.

Questi i temi trattati nelle conversazioni finora inedite della più grande ricercatrice e psicologa che forse il mondo abbia mai avuto.

La sincronicità è definita come un principio di nessi acausali, in cui due o più eventi avvengono contemporaneamente e risultano connessi tra loro non da un rapporto di causa-effetto, ma da un nesso di significato. Il concetto è stato formulato nel 1950 dallo psicoanalista Carl Gustav Jung, il quale collaborò attivamente con il celebre fisico quantistico e premio Nobel Wolfgang Pauli per esplorare i punti di contatto tra la mente umana e le leggi della fisica.

In questo libro Marie Louise von Franz descrive una ricca serie di intuizioni, presentimenti e idee non ancora elaborate sul rapporto tra psiche e materia, tra cui la sincronicità, i numeri, la relatività del tempo e alcuni concetti scientifici controversi provenienti sia dall’Oriente che dall’Occidente. Von Franz espresse inoltre la sua frustrazione per la mancanza di interesse e di riscontro da parte del pubblico nei confronti di questi temi complessi. Sospettava, infatti, che alcune delle idee di Jung fossero nate troppo presto per il nostro zeitgeist.

von Franz scrisse che quando Jung completò il suo lavoro sulla sincronicità, ipotizzò che si potesse approfondire ulteriormente l’unità tra materia e psiche attraverso lo studio dell’archetipo del numero. Due anni prima della sua morte, consegnò a von Franz una nota manoscritta sui primi cinque numeri, dicendo: «Sono troppo vecchio per poterlo scrivere ora, quindi lo affido a te.»

Gli approcci scientifici classici, con la loro insistenza sulla causalità e sulle categorie di spazio e tempo, erano insufficienti per esplorare le profondità della psiche. (…)

Le «Conversazioni» mostrano il vivo interesse di von Franz per le neuroscienze alla fine della sua vita. Insieme a Jung, von Franz non riteneva che il «problema difficile» della coscienza potesse essere risolto con una risposta puramente fisicalista. Eppure non era nemmeno un’idealista. A suo avviso, la soggettività e l’esperienza fenomenica non potevano essere separate da ciò che accade alla psiche al momento della morte.

L’audace concezione di von Franz è racchiusa in un’affermazione provocatoria fatta durante la prima Conversazione: lei «è certa che l’anima, entrando nel corpo, diventi dapprima numero e poi materia attraverso una qualche forma di trasformazione operata da un’ “unità di elaborazione”. Nel percorso di ritorno, durante il processo di morte, questa trasformazione deve avvenire in senso inverso».

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